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poeticamassimo ovvero:appunti romantici e malinconici di un onanista cerebrale

I hope I die,before I get old

Massimo Rosario Formicola

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Siamo noi..i sempre arrabbiati,giammai domi;un cumulo di macerie i nostri sogni
Photo 1 of 13
May 01

La BMW

E'una foto rubata dal web,ma molto simile
alle immagini che mi evoca.
 
Nei lontani anni 70 nel mio paese in certi fine settimana,
arrivava da poco lontano una famiglia
benestante la cui storia conosco poco, ma avrei potuto
conoscere meglio.
Mentre io forse 14enne o poco più...o poco meno chissà,
ero a passeggio per le vie,
vedevo passare questa macchina
per me straordinaria,inconsueta,
 di un bel colore grigio chiaro metallizzato
inconsueto anch'esso per l'epoca, 
lontana da quelle utilitarie
che c'erano in paese o le poche berline italiane,
compresa quella di mio padre.
All'epoca le uniche macchine di "lusso"
erano la Lancia fulvia
 
 
della farmacista e del dottore
che poi passò alla Lancia Beta,
 
 l'Alfa Romeo Giulia
 
 
 
 del veterinario
e del mulinaio ereditiero di uno zio
e qualche altro facoltoso o sedicente...
IL RESTO...UNO STUOLO DI FIAT500/600/850
NSU Prinz,Simca1000,Ford escort e bianchine,
i più innovativi,la Fiat127/128
l'Autobianchi A112, l'Innocenti mini minor.
Quella BMW2000 CS era uno schianto,
alla guida, un bell'uomo dallo sguardo 
profondo e calcolatore,alto moro ormai brizzolato,
la moglie, non bella forse ex e sovrappeso,
poi c'era una bambina,sprofondata nel
sedile posteriore con un visetto nero e i capelli
raccolti in una grande treccia,
anche quel viso era inconsueto,
era troppo bello anche per le pur belle mie amichette;
così distante,irraggiungibile,misteriosa,
visibilmente molto più giovane di me,
ma io la osservavo curioso e sicuro che da
grande avrebbe fatto impazzire gli uomini,un successo
che già il fratello e la sorella maggiori condividevano;
entrambi molto più grandi, belli e affascinanti.
Aveva una espressione assorta,quasi annoiata,
forse non amava venire,forse preferiva restare
 nella sua città con i suoi amichetti,
ma si sa a quella età....devi seguire i genitori.
Guardavo passare quel macchinone,
pensavo a quella villa immersa nel verde
dove noi bambini a primavera sgattaiolavamo
per giocare ed esplorare quell'angolo di paradiso,
cercando di immaginare  la vita che fanno i signori.
Cercavo di immaginare l'altra sua casa in quella
città rivierasca,pensavo ai miti, le dicerie
su quel padre produttore di vino,
a come era arrivato fino a noi
a sposare quella donna ereditiera
di una famiglia di possidenti terrieri
a quanto ne so.....
Ero affascinato da quella famiglia....bella....
i figli tutti neri di capelli e carnagione,
il fratello maggiore con la moto,
 anche quella esclusiva, una MV
 
 
che sciupava già le femmine,
la sorella con una storia d'amore
che mi sembrava un romanzo,l'avevo vista un giorno
baciarsi appoggiata ad una barca in riva al mare,
lei splendidamente nera e vestita di bianco
lui...si! bello anche lui
con la polo
e i jeans a gamba d'elefante e
gli immancabili
 
 
 RAYBAN
lei ricca,lui di origini più modeste,
ma il futuro promettente
di giovane diplomato.
Da li a pochi anni i maggiori
sparirono, presi  dall'adolescenza prepotente,
finirono le avventurette di lui in paese,finì quell'amore
dal sapore straordinario di lei col naturale pianto
disperato del suo lui che non sapeva darsi pace
ma anche questo si sa .....
prima o poi la bella ricca...crescendo
e ascoltando i consigli dei familiari
si rende conto dell'inadeguatezza
di quell'amore;un po' l'amore finisce...si ma!
non è il cuore che comanda,è la ragione...ragione?
"una bella cittadina ricca non può
rovinarsi la vita con un paesano
dal futuro incerto...incerto?....ma!
io seppur ragazzino assorbivo le storie come
una spugna e già riflettevo sulla vita
che nei miei confronti già si mostrava grama.
Il pianto di quel ragazzo,raccontato
dal cinico sorridere di mio padre
mi scuoteva:"piange come una femminuccia"
diceva raccontando di averlo visitato qualche tempo prima,
stava male,aveva qualche malore,forse un po'sensibile
e lei gli stava vicino tenendogli la mano
quasi con pena,forse già rifletteva su un uomo debole,
fragile inattendibile a confronto forse
del padre squalo o forse del suo stesso carattere
ambizioso e superbo...chissà?
lo lasciò e sparì dalle scene paesane
in men che non si dica,certo! tornava
di quando in quando ma per stare in famiglia nella sua
bella casa immersa nel verde,
ma per la vita sociale.... per gli amici e le amiche,sparì.
Rimase così a migrare solo la piccolina,
che si avvicinava pericolosamente alla pubertà,
era una madonna nera,sempre più bella
e dimostrava più anni di quelli che poi
scoprii avesse;nel frattempo la bella BMW sparì
sostituita da una mercedes 220D
 
 
che a me sapeva tanto di carrozzone,
lei la chiamava:"la barca."
 Finalmente un giorno....una domenica di Giugno
passata al ristorante da solo, esiliato da mio padre
che doveva pensare ai fatti suoi,
ebbi l'occasione di averla  al tavolo di fronte.
Avevano l'abitudine di pranzare in ristorante,
certo potevano permetterselo;quelle che per me erano
 domeniche "fortunate"per loro erano la consuetudine.
Non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso,
quel viso,quei capelli,quella treccia
e...finalmente gli occhi che non avevo mai
potuto guardare...........neri come la notte.
Siedeva  come una regina,eretta,composta,
io mangiavo e guardavo e pensavo:
"chi mai se la prenderà questa?"
Capii che mi avevano sgamato,(non me ne ero certo fatto uno schermo)
la madre le parlava e sorrideva,
era comprensibilissimo cosa le dicesse,
non mi sentivo a disagio ne tantomeno ridicolo,
avevo appena compiuto 18 anni,
mi sentivo forte e vaccinato,in pieno diritto
di esternare la mia vitalità,poi......oh! ero carino
ero il figlio del dottore del paese (una marcia in più sicuramente a quel tempo)
 e fuori posteggiata....la vespona nuova nuova;
mi sentivo il massimo,benché avessi subìto
un secco no solo un mese prima da una bella che mi aveva illuso con
gli sguardi e poi ammazzato con quel diniego quasi ingiustifacato
(secondo la mia logica naturalmente)
però.......salvo poi volermi diventare troppo amica
e cercare troppo la mia compagnia nelle sere di Maggio
dopo la funzione mariana.
ma!..............valle a capire le donne,
anche quella era mica male,ma distante
anni luce da questo fiore appena sbocciato,
altro portamento ,altra educazione
e....altra estrazione sociale per la mia mente bacata di allora
ma queste sono solo considerazioni senza valore assoluto,
poi la vita mi ha insegnato............
Ma  in quel momento certo....il fascino della bella benestante
si faceva sentire in tutti i giovanotti,
le belle benestanti hanno quel non so che,
ti attraggono ma ti lasciano quell'amaro in bocca,
non sono pane per i tuoi denti e così succede
che loro malgrado si ritrovano sole,senza amici.
 Una domenica, la mia amica che serviva a tavola,
mi disse:"che vuoi farci?"
pensai che si riferisse alla pietanza
che avevo ordinato,invece sorridendo mi avvertì
che "quella li" si era innamorata di me;
rimasi tramortito,senza fare niente avevo fatto innamorare una ragazza,
l'età mi faceva credere nei colpi di fulmine
in una età diversa si chiamano:"una botta e via"credo....
mi sentii fortunato,mi sentii invincibile,
non vedevo l'ora di conoscerla per potermi pavoneggiare
con gli amici,povero scemo,non sapevo che da li a poco
mi avrebbe reso schiavo della sua bellezza,
del suo parlare pesato ed educato,si! pesato,
non parlava molto,parlava...il giusto e quella compostezza
le dava un'aria da grande,pensavo:"avrà 16 anni."
Lontana dai genitori era più alla mano e anche un po'
sfrontata,appena ci presentammo mise le mani
su una collanina di perline scure che avevo al collo
con appeso tramite un gancetto d'oro di un vecchio braccialetto da comunione
un plettro di chitarra Fender chiedendomi cosa fosse,
mi sembrò più umana ma dato l'entusiasmo forse più giovane.
18 anni,cosa sono 18 anni?
niente...a 18 anni sei un bambino con la barba,
non fai distinzioni se non ne hai la necessità,
ricordo che avevo un amico con 5 anni di più
mi adeguavo tranquillamente al suo sapere pacato
di giovane seminarista,ma allo stesso tempo
facevo lo scapestrato con amici di 16 o 17 ma anche 15.
Arrivò la sera,l'incontro inevitabile
e
l'altrettanto inevitabile passegiata mano nella mano
le sue erano sudate e lei se ne vergognava
ammettendolo con una risatina imbarazzata;
arrivammo così alla curva fuori paese,
al buio il cielo sembrava ancora più grande e misterioso,
il profumo delle acacie le luci del paese
e il jukebox da lontano con le note di Umberto Tozzi;
alla cieca sapevo già chi l'aveva messa quella canzone;
scattò la carezza,scattò il bacio,
stavo toccando il cielo con un dito,e già il suo seno
riempiva la mia mano,no! non seppi stare al mio posto,
l'ho imparato dopo che le donne non sono un pezzo di carne
da massaggiare,ma lei se lo lasciò fare,chissà?forse la paura di deludermi,
o forse già la voglia di essere toccata;mi baciava con trasporto
era proprio cotta,le chiesi allora quanti anni avesse,
porca puttana!! 12 anni appena compiuti,
mi crollò il mondo addosso,mi caddero le braccia,
un fremito salì su per la schiena
cazzo!! che le racconto io a questa?
la guardai al riflesso della luna,
si! era una madonna nera,l'unica cosa che mi consolò,
fu.....se non me la prendo io ci "casca" qualcun'altro
ma lostesso pensai: "che diranno gli altri?
e si! magari solo per invidia si scherniranno di me"
fortunatamente avevo in corso altre due storie,
una aveva 18 e l'altra 20 sapete...
quelle storie fatte di confidenza,simpatia e sesso senza complicazioni no?
potevo mantenere il decoro giustificandomi che me la spassavo un po'
la portavo in vespa,l'andavo aprendere a casa con la 127
e dicevo: "è solo una ragazzina innamorata poi le passerà
non mi va di darle una cocente delusione"
e gli amici dicevano:"si! è giusto,fai bene,tanto una così se non te la
prendevi tu c'avrebbe pensato qualcun'altro"(APPUNTO)
no! no! non è così che va il mondo lei doveva continuare ancora un po'
a fare la bambina...mannaggia! che cos'è questa fretta che abbiamo tutti di crescere?
poi a 30anni diciamo:"cazzo che fretta c'era"
però è così...e non puoi farci niente,è tutto così veloce
credi di buttare il tuo tempo,credi di buttare via le occasioni,
ma non è così,perché ne butti altre,
penso che se la vita è una strada e di bivi ce ne sono tanti,
 ai lati della strada ci sono tanti cestini dove buttare
le occasioni sbagliate,come cartacce immonde,
come tovagliolini di gelato sporchi di cioccolata.
Quella sera fu dolcissima,ho ancora il suo profumo;
cosa dire di quello che fu dopo...
un crescendo di dolcezza,sorrisi,baci e serena rassegnazione
davanti alle prese in giro di una delle mie amiche amanti,
"ammazza Silvà adesso te le vai a prendere all'asilo le fidanzatine?"
ma solo ora so per certo che era invidiosa,
lei dall'alto dei suoi18 anni e del suo corpo statuario,
non si arrendeva all'idea che ....si! ero cotto anche io
e nulla poteva il suo sesso scatenato,i suoi discorsi
da ragioniera già sapiente e cosciente di come va la vita,
nei miei occhi vedeva lo stupore di un innamorato perso,
ancora adesso non gliela posso nominare,che va su tutte le furie,
che storia è la vita, certi amori non finiscono mai
e così certe gelosie.....a momenti ci tocca camminare col bastone,
ma ancora ci arrovelliamo per certe vicende che non sono andate per il verso giusto.
Naturalmente ...come dice "Gianbattista Vico"
la storia si ripete, così anche quell'amore si esauri da parte di lei,
che in men che non si dica sparì dalle scene paesane
 alleggerendomi le pene d'amore,
e si! purtroppo io sono un idealista,ero convinto
che sarebbe stato l'amore del secolo,
primo e unico,
non vederla (quasi) più mi ha certo aiutato,
 quando la incontravo....sempre da lontano
cambiavo strada,ma facevo in tempo a capire che si era fatta
ancora più bella e interessante
e quando vedevo il cancello di casa aperto preferivo
defilarmi,uscire con gli amici lasciare il paese,
perché...mi faceva male il cuore;
ancora adesso se dovessi incontrarla
mi imbarazzerei,le nostre strade erano troppo divergenti,
io non ho combinato nulla di buono, lei....
...non so ma.....c'è poco da fare,
se si nasce bene(con la camicia)
si muore in doppiopetto,forse è laureata,
forse ha sposato un pescecane,la villa è sempre li
e li viene a stare a volte ma io posso solo immaginarlo,
vedo solo il cancello aperto che mi apre i sensi.
A volte mi chiedo:chissà se per quel ex ragazzo di sua sorella
è stata la stessa cosa,se si è mai arrovellato al pensiero
di quell'amore finito, se incontrandola in paese ha provato
imbarazzo o se in fondo è normale che un amore finisca
e nessuno si chieda mai  che fine abbia fatto l'altro,
se almeno una volta nella vita rivolga il pensiero
all'ipotesi di una vita diversa al fianco di una persona diversa?
ad ogni bivio ci sono mille altri bivi
e questo mi fa impazzire.
quante volte ho pensato a quel padre che mi
vedeva entrare e uscire da casa sua con la figlia
tranquilla come se fosse normale.....
non una parola di raccomandazione,
non una richiesta di spiegazioni,
un avvertimento....forse tempestava lei,
forse l'ha convinta lui,spalleggiato dal resto della sua famiglia,
o semplicemente doveva andare così,
forse non ha detto una parola,forse era immensamente comprensivo
e..innamorato anche lui di quela splendida figliola
e voleva vederla felice.
Sarà stata felice poi? è felice ora?
che tormento...ma ...vorrei saperlo, intanto.....
......mi guardo la foto di quella splendida
BMW2000CS.
 
 
Massimo Rosario
April 30

6000 ore

 
Al salone di milano 1977
fu presentata la nuova vespa 125PX e 200PE
avevo 17 anni.
A 14....ero già uno spericolato col mio caballero reg. 6M
 
modificato alla boia d'un cane,
facevo del cross o correvo sull'asfalto piegando in curva
quasi a toccare le pedane a terra;
gli amici di mio fratello maggiore
con le loro moto
 
 
 
 
 
 stentavano a crederci nel seguirmi
e quando  mio padre  mi dava il permesso di prendere la sua Ducati Scrambler
 
tutto diventava esagerato,tanto che mio fratello mi chiamava
col nome di un malavitoso Napoletano del tempo....
Agostino o' pazzo.
Le uscite serali con la Ducati avevano un precedente,
a 13 anni uscivo...sempre col silenzio assenso
con la lambrettina "Luì" di mia sorella,
 
mi son fatto le ossa così.
Ossa muscoli e fango,
il chiodo e i guanti imbottiti,
il casco solo per ripararmi dal freddo,
ero un tutt'uno un vero centauro,
con la moto ci sarei andato anche a letto.
Eppure quell'autunno 1977 mi scosse qualcosa,
quasi mi ingentilii guardando quella vespona,
 
 
ripensai all'incedere tranquillo e pulito della Lambretta,
le pozzanghere non facevano paura
e potevi indossare anche i pantaloni buoni se poco
prima di uscire era piovuto,
dicevo:"con questa puoi uscire anche in cravatta."
Cominciai a parlarne a mio padre,
a gurdarla nelle vetrine,
a scrutare i possessori di vespe vecchie.
Ero gia salito sulla vespa e l'avevo guidata,
apprezzavo la pulizia,ma molto meno la guida,
questa però prometteva più stabilità,
 più frenata e maggiori prestazioni,
fu amore a prima vista e a prima prova su strada
nella rivista che compravo tutti i mesi.
Il vespone,così era soprannominato nella versione da 200 cc
mi ha accompagnato per due soli anni,
ma e stato il compagno di un periodo splendido,
fatto di conquiste amorose, successo con gli amici
e tanta, tanta gioia di vivere,non stavo fermo un attimo,
una ne facevo e cento ne pensavo.
Dalle iniziali impennate con la 1a,
mi specializzai....
amavo partire piano e sgasare nel passaggio alla 2a
l'impennata era meno violenta ma ugualmente
eretta e sopratutto più veloce (da paura).
Forse un piccolo incidente nel quale purtroppo ebbi torto,
(per evitare lo scontro mi buttai a sinistra)
e un successivo per farla guidare ad una mia amica
mi convinsero che era meglio passare alle moto vere,
e mi ripresi la Ducati Scrambler di mio padre
 
apportandole una "piccola modifica"
trovai un motore 450 desmo e lo trapiantai,
con una leva del cambio a bilanciere
come le moto del decennio precedente
per poter cambiare senza fastidio se indossavo delle
leggerissime espadrillas.
Era un fulmine di guerra,
nei primi anni 80,
le prime enduro giapponesi non avevano storia,
le detronizzavo, ero piu veloce e sopratutto
la moto era molto più stabile nei curvoni
non aveva quegli sbandieramenti
delle pur agguerrite Yamaha xt500 e Honda xl 500.
ma la vespona mi è rimasta nel cuore.
 
 
December 24

I know what I like.....

I know what I like and I like what I kwow:
così dice una canzone dei Genesis,
getin"better in your wardrobe........
Me la cantavo a squarciagola pensando
al mio amore.....e quando ti parlavo di musica,
mi dicevi che non ti interessava,
per nascondere la tua inadeguatezza,
la tua giovane età non ti permetteva confronti,
ma volevi sembrare grande,volevi sentirti grande,
volevi stare coi grandi e io ti sembravo grande
e io mi sentivo grande;
avevo il mondo in mano....avevo te per mano.
Se ci penso adesso.....quante cose,
erano gli anni di piombo, il delitto Moro; erano gli anni di Pertini,
della P2, il papa Polacco, la strage di bologna.
Ero così giovane,così stupido,così ingenuo....
e mi sentivo grande, il mondo mi scivolava accanto.
Ora sento tanta nostalgia per quei tempi andati,
mentre accadevano quelle cose, io dov'ero?
e quelle cose..... mentre accadevano.....
non sapevano che da qualche parte
c'ero anche io,inconsapevole della gravità,
inconsapevole dell'importanza,
io correvo dietro alle vostre gambe,
ai vostri seni acerbi,mi perdevo nei vostri occhi
spalancati sul futuro.
mi rivolgo a te:  prima fra tutte,
sipario aperto di un teatro più finito,
chissà poi che cosa è successo,
cosa ne è stato di te,mentre io ho continuato a correre,
sicuramente hai gareggiato anche tu
concorrente sempre vittoriosa sicuramente,
mentre io....quante volte sono caduto nella polvere,Cuore infranto
ancora adesso vado battendo le mani
sulle vesti impolverate,ma continuo,
pur sentendomi ridicolo......"ma non troppo"
e tu? dimmi....chissà che belle storie avresti da raccontarmi
se solo potessi chiederti...se solo potessi incontrarti,
se solo potessi avere questa piccola chance,
una sola,una volta sola.
Mi sento così piccolo in questa morbosa curiosità,
ma so di essermi perso qualcosa....se non del tuo amore,
almeno della tua amicizia,
avrei voluto vederti coi tuoi nuovi amori,Cuore rosso
avrei voluto vederti il giorno del tuo matrimonio,
nella tua raggiante bellezza,
avrei voluto vederti col pancione,
avrei voluto vederti scherzare o arrabbiarti
con tua figlia,invece devo solo immaginarti,
devo immaginare di parlarti,di raccontarti
il mio grande amore sfortunato,
le corse in moto,la Dyane nei prati e sulla neve,
il suo pancione.....
le cadute e le risalite,
le tranquille serate in casa,
come questa Antivigilia:
lei indaffarata in cucina coi suoi manicaretti,
io quì a sforzarmi di fermare un pezzo della mia vita
che è sua e tua, è mia e di tutti quelli
che ci conoscono, che hanno collaborato
a fare in modo che tutto questo sia bello;
anche ciò che è brutto,poi nel ricordo sfuma
e diventa dolce parte della nostra vita.
Ovunque tu sia.....Buon  Natale!!!!
 
December 12

Che notti

Che notti....
ora che vecchio sono,
finalmente vedo...con occhi sgranati,
quello che non avrei mai voluto vedere;
pensavo...tempo fa:
"cosa pensano i vecchi quando vanno a dormire?"
semplicemente rivedono la loro gioventù,
che in ogni caso è sempre e comunque bella;
rivedono quel viso,annusano quel profumo,
sfiorano quelle vesti,
si inebriano gli occhi di quei colori,
di quei suoni.
Ripensano alle parole,ai gesti,
le carezze e i baci.
L'amore è li,nel cassetto,
è li, da solo, senza la compagnia del lavoro,
degli impegni,le lotte familiari,
la casa e tutto il suo contenuto di tristezze.
In quel cassetto ci sono dei vecchi jeans,
una sferragliante motocicletta e un paio di rayban,
in quel cassetto c'è lei,ormai perduta dietro ai propri doveri,
i figli,un marito ripudiato dalla noia,
dalle delusioni,le speranze disattese,
le illusioni di una vita mai realizzata.
La dolce bambina che saliva passandosi la mano fra i capelli
e il sorriso innamorato.
Gli occhi vedono nitidamente,
è bella, fresca, solo carne e fuoco,
vuole solo baciarti, vuole solo correre
dietro ai gatti,odorare la tua nuca e
scompigliarti i capelli.
La moto romba mentre il cuore le corre
qualche metro avanti.
Quel cuore che ora alla fioca luce
dell'abatjour perde qualche colpo
o incespica in una extrasistole ,
quel cuore solitario e ferito,
affannato e ansimante che vorrebbe
tanto rivivere quei momenti.
La vita...amore mio è solo questo,
quando hai messo a letto i doveri,
rimani sveglio solo coi tuoi pensieri,
i figli sono grandi,tua moglie sazia,
anche lei stanca e annoiata,
disillusa.
 Hai fatto quello che potevi ma non è bastato,
non sarebbe bastato comunque,
la fioca luce ti rischiara i pensieri.....
e già!!! l'amore viene una volta sola
il resto è  opportunismo"compromesso"
"quieto vivere"
all'inizio non lo credevi,
era un amore nuovo entusiasmante
promettente,ma.....c'è stato sempre
un alone, un velo ,un sipario che si apriva e si chiudeva
ad ogni alito di vento,ad ogni battito d'ali;
la vita è passata,hai amato,lavorato,
cresciuto i figli e ti chiedi se veramente è tutto qui,
se morendo,Napoleone o Leonardo,Leonida, o Giotto
si siano chiesti:"ma la vita è tutta qui?"
e tu allora che sei vissuto a fare?
un solo guizzo......quell'amore
e poi basta,ti corichi ogni sera
sperando di addormentarti per sempre.
Buona notte.
 
M.R.F.
 
September 26

Vita di un povero cane

Settimana 1:

Oggi ho compiuto una settimana. Che bello essere al mondo!

Mese 1:

La mia mamma si prende cura di me molto bene. E' una mamma esemplare.

Mese 2:

Oggi mi hanno separato dalla mia mamma. Era molto nervosa,e con i suoi occhi mi ha detto addio.

Spero che la mia nuova "famiglia umana" si occupi di me così bene come lo ha fatto lei.

Mese 4:

Sono cresciuto in fretta,tutto richiama la mia attenzione. Ci sono molti bambini in casa e per me sono come fratelli. Siamo molto irrequieti,loro mi tirano la coda e io li mordo per gioco.

Mese 5:

Oggi mi hanno rimproverato. La mia padrona si è arrabbiata perché ho fatto la pipì in casa,però non mi hanno mai detto dove devo farla. Inoltre dormo nel ripostiglio... e già non lo sopporto!

Mese 6:

Sono un cane felice. Ho il calore di una casa,mi sento al sicuro e protetto. Credo che la mia famiglia
umana mi ama e mi coccola. Quando mangiano mi offrono qualcosa. Il cortile è tutto per me e mi diverto a scavare come i miei antenati,i lupi,quando nascondono il cibo. Non mi educano. Probabilmente gli va bene tutto ciò che faccio.

Mese 12:

Oggi ho compiuto un anno. Sono un cane adulto. I miei padroni dicono che sono cresciuto di più di quello che pensavano. Sicuramente si sentono molto orgogliosi di me.

Mese 13:

Oggi mi sono spaventato. Il mio fratellino mi ha preso la palla. Io non prendo mai i suoi giocattoli.
Però ha preso la mia palla. Però le mie mandibole sono forti,e gli ho fatto male senza volere.
Dopo lo spavento,mi hanno incatenato e a malapena posso muovermi. Dicono che mi terranno sotto osservazione e che sono ingrato. Non capisco nulla di ciò che succede.

Mese 15:

E' tutto diverso... vivo incatenato. Mi sento molto solo,la mia famiglia non mi ama più. A volte dimenticano che ho fame e sete. Quando piove non ho un tetto che mi ripari.

Mese 16:

Oggi mi hanno tolto la catena. Di sicuro la mia famiglia mi ha perdonato ed ero così contento che saltavo con gioia. Addirittura mia portano a passeggio. Eravamo in strada e all'improvviso si sono fermati. Hanno aperto la porta ed io sono sceso felice credendo che fosse la nostra giornata in campagna. Non capisco perché hanno chiuso la portiera e se ne sono andati. "Hey,aspettatemi!" Si... si sono dimenticati di me.

Correvo dietro alla macchina con tutte le mie forze. La mia angoscia aumentava nel rendermi conto che quasi svenivo e loro non facevano nulla:mi avevano dimenticato.

Mese 17:

Ho cercato inutilmente la strada verso casa. Mi sento perduto. Nel mio cammino c'è gente di buon cuore che si impietosisce e mi dà qualcosa da mangiare. Io li ringrazio con lo sguardo e nel fondo dell'anima.
Vorrei che mi adottassero e sarei fedele come nessun altro. Ma mi dicono soltanto "povero cagnolino, forse si è perso".

Mese 18:

L'altro giorno sono passato davanti a una scuola e ho visto molti bambini e ragazzi come i miei fratellini.

Mi sono avvicinato e un gruppo di loro,ridendo,mi ha tirato una pioggia di pietre per vedere chi aveva la mira migliore. Una di quelle pietre mi ha ferito l'occhio e da allora sono cieco.

Mese 19:

Da non crederci, quando ero più bello avevano più pietà di me. Ora sono molto magro;il mio aspetto è cambiato. Ho perso un occhio e la gente mi caccia con la scopa quando voglio mettermi un po' all'ombra.

Mese 20:

A malapena riesco a muovermi. Oggi cercando di attraversare la strada in cui passano le macchina,una mi ha investito. Io ero in un posto sicuro chiamato canale,non dimenticherò mai lo sguardo soddisfatto dell'autista,che ha persino sterzato pur di investirmi. Magari mi avesse ucciso,ma mi ha solo slogato il fianco. Il dolore è terribile,le zampe posteriori non reggono più e con difficoltà sono arrivato strisciando fino a un prato.

Mese 21:

Da 10 giorni sono sotto il sole,la pioggia,il freddo,senza mangiare. Non riesco più a muovermi. Il dolore è insopportabile. Sto molto male;sono in un posto umido e sembra che il pelo stia cadendo. Alcune persone passano senza vedermi,altre dicono: "Non avvicinarti". Io sono quasi incosciente,ma una strana forza mi ha fatto aprire gli occhi. La dolcezza della sua voce mi ha fatto reagire. "Povero cagnolino,guarda come sei ridotto",ha detto... vicino a lei c'è un signore con un camice bianco,mi ha toccato e ha detto :"Mi dispiace signora,ma per questo cane non c'è rimedio,è meglio che smetta di soffrire". La dolce signora ha pianto e poi ha annuito. Per quanto ho potuto,ho scodinzolato e con lo sguardo l'ho ringraziata perché mi aveva dato un po' di conforto. Ho sentito soltanto la punta della siringa e mi sono addormentato per sempre,chiedendomi perché sono nato se nessuno mi voleva.

 

Questo intervento lo ha trovato mia figlia di 14 anni su di un blog,spero di non offendere l'autore/trice per averlo utilizzato.

Lo dedico a tutti quelli che non capiscono il valore della vita.

 

                M.R.F.

 

 

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